Tutto è bene, quel che finisce bene

Napoli – “Potrebbero fare… si potrebbe fare… perché non fanno…” queste sono le domande che qualsiasi cittadino si pone, spesso facendole seguire da frasi del tipo “sarebbe comodo per tutti”, o “in fondo sono cose semplici da fare!”
La cosa che spesso lascia basiti, però, è che lo Stato pensa a quelle stesse soluzioni, ma non le comunica ai cittadini: non le fa entrare in vigore per le solite assurde, inspiegabili, incoerenti lungagini burocratiche che, francamente, puzzano di malafede.
é questo anche il caso dei versamenti previdenziali unitari degli Avvocati; infatti, dal 2021, i versamenti previdenziali e la compensazione, si applicheranno anche a tutte le Casse dei liberi professionisti, Avvocati compresi.
Che bello? No. Meno male? No. Finalmente? Sì; infatti, si è scoperto che già in data 10 gennaio 2014, il Governo aveva emanato un decreto che, in attuazione dell’art. 28 del D.Lgs 241/1997, disponeva che anche i liberi professionisti potessero adempiere ai propri oneri previdenziali, anche tramite F24, ovviamente con la possibilità di poter direttamente compensare i crediti vantati nei confronti dell’Erario.
La domanda allora sorge spontanea; ma perché dopo ben sette anni da quando ciò è stato previsto?
La risposta non può che essere bah; ma tutto è bene quel che finisce bene.

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