L’abbreviazione delle garanzie

ROMA- é stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n° 93 del 19 aprile 2019, la Legge del 12 aprile 2019 n° 33.

Tale Norma, reca l’inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo.

Il provvedimento in questione, che si compone di 5 articoli, modifica gli articoli 438, 441-bis, 442 e 429 del codice di procedura penale.

Cos’è il giudizio abbreviato?
Come è noto, esso è un rito speciale in virtù del quale il processo è definito in sede di udienza preliminare, con decisione assunta allo stato degli atti delle indagini preliminari, che assumono piena valenza probatoria. E’ un giudizio di tipo volontario ed ha natura premiale: in caso di condanna, infatti, dopo le recenti modifiche introdotte dalla Legge n° 103 del 2017, la pena è diminuita della metà per le contravvenzioni e di un terzo per i delitti. La pena dell’ergastolo è invece sostituita con quella della reclusione di anni trenta; al posto dell’ergastolo con isolamento diurno, nei casi di concorso di reati e di reato continuato, si applica l’ergastolo.

La novità principale della riforma, in effetti, consiste nella seguente previsione: “non è ammesso il giudizio abbreviato per i delitti puniti con la pena dell’ergastolo”.

Si pensi ad esempio ai delitti di devastazione, saccheggio e strage, omicidio aggravato ed alle ipotesi aggravate di sequestro di persona. Inoltre, la riforma prende anche in esame l’ipotesi della modifica dell’imputazione in corso di giudizio: se a seguito delle contestazioni si procede per delitti puniti con la pena dell’ergastolo, il giudice revoca, anche d’ufficio, l’ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato e fissa l’udienza preliminare o la sua eventuale prosecuzione.

Se, invece, all’esito dell’udienza preliminare l’originaria imputazione per delitto punito con l’ergastolo viene derubricata dal Gup, con il decreto di rinvio a giudizio il giudice deve avvisare l’imputato della possibilità di richiedere, entro 15 giorni, il rito abbreviato.

Il rito si svolgerà in camera di consiglio dinanzi allo stesso giudice dell’udienza preliminare.

Bene, il principio dell’inasprimento di alcune pene più volte sbandierato dal Governo Conte è stato rispettato; ma vietare per alcuni reati le garanzie previste per tutti gli altri, non è incostituzionale?

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