Un campo minato!

Che la discoteca stesse diventando il “regno dei vizi” si sapeva, che droga, alcool, sesso selvaggio e qualche altro “svago estremo” stiano dilagando è tristemente noto; ma che adesso anche chi lavora solo in discoteca, deve sentirsi in un campo minato anche in assenza di reali pericoli, sembra allo scrivente francamente troppo! La IV sezione penale della Corte di Cassazione con Sentenza N° 7092 del 2009, infatti, ha confermato la condanna per lesioni personali colpose inflitta ad un cubista che durante una sua esibizione aveva fatto cadere una cliente della discoteca in cui lavorava. Il ragazzo, udite udite, non si era accorto che una ragazza si era messa a sedere sul cubo in cui lui stava ballando. Un movimento improvviso e la ragazza era finita a terra riportando delle lesioni. Forse in discoteca non ci sono più sedie, poltroncine e divanetti? Forse il cubo non è più il luogo dei cubisti? Chi ama ballare in discoteca, deve considerarsi libero di importunare anche chi lavora?

I nemici dei penalisti!

Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, aule penali, tutti i giorni! Le udienze, salvo rare eccezioni, sono sempre aperte al pubblico, quindi chiunque può verificare la veridicità di queste righe! La netta maggioranza dei processi sono privi di imputati e quelli che sono presenti, sono, non solo detenuti, ma anche stranieri! A cosa è dovuta questa “latitanza” di chi latitante non è? La situazione peggiora sempre di più e, in molti casi, coloro che “marinano” le aule giudiziarie evitano anche gli studi professionali degli avvocati che dovrebbero assisterli sia di ufficio che di fiducia! Un tempo si diceva che l’avvocato è come il confessore; adesso, invece, il penalista è visto come un nemico! Il Legislatore è immune da colpe? No no, mai come in questo caso non è immune da colpe; infatti, urge, unitamente alla separazione delle carriere dei Magistrati, anche quella degli albi professionali, una rigida rivisitazione degli istituti del gratuito patrocinio e della difesa di ufficio!

Una tacita istigazione!

Interessandosi del caso di una donna che si era suicidata dopo aver subito maltrattamenti e violenze dal proprio compagno, la sesta sezione penale della Corte di Cassazione, con sentenza N° 44492 del 2009 ha escluso la sussistenza di aggravanti in relazione alla condanna per maltrattamenti. In detta sentenza i Magistrati della S.C. spiegano che “per garantire il principio di colpevolezza e di personalità della responsabilità penale nei casi di suicidio seguito alla condotta di maltrattamenti, è necessario che l’evento sia la conseguenza prevedibile in concreto della condotta di base posta in essere dall’autore del reato e non sia invece il frutto di una libera capacità di autodeterminarsi della vittima, imprevedibile e non conoscibile da parte del soggetto agente! Chi scrive non si sente di non condividere tale decisione, poichè, se è vero come è vero che la persona violenta deve essere sempre perseguita e condannata, è anche vero che non può essere previsto in nessun modo l’eventuale suicidio della vittima di maltrattamenti!

Vita da cani!

La Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione con Sentenza n° 23820 del 2009, ha stabilito che non può essere multato il padrone di un cane che gira libero per piccole strade con qualche abitazione intorno, perchè i cani non sempre devono avere, per i Magistrati della S.C., guinzaglio e museruola. nel caso di specie, si è osservato che “risulta fondato il terzo motivo, con il quale il ricorrente lamenta che non sia stata indicata la norma di legge violata, ma soltanto un’ordinanza comunale, che vieta la circolazione degli animali in centro abitato. A tal uopo, si deduce che il proprietario del cane aveva rispettato l’ordinanza, poiché l’animale si trovava lungo un tratturo nei pressi della propria abitazione e non nel centro abitato! Inoltre, la Sentenza in questione, precisa che la mera presenza di altre abitazioni è da intendere oltre quella dell’opponente e non è di per sé prova della ubicazione in centro abitato. é invece, positivo riscontro del contrario, poiché altrimenti sia il verbale contestato sul punto che la sentenza, avrebbero potuto e dovuto indicare il nome della via in cui avvenne il fatto e gli altri elementi oggettivi e inequivocabili che connotano la nozione di centro abitato, senza ricorrere a un’indicazione presuntiva talmente vaga da fornire implicitamente prova della inconsistenza dell’ipotesi sostenuta”. A volte, francamente, vien da chiedersi: ma vuoi vedere che la vera vita da cane la fanno gli esseri umani?

La relatività del tempo!

Oggi, chi scrive aveva udienza a Napoli, alla VI sezione monocratica! Per assenza di un altro Magistrato, colei che doveva presiedere l’udienza comprendente il processo dello scrivente, ha dovuto sostituire il suo collega! Noi Avvocati ed i testimoni, per questo motivo, ci siamo visti, senza avviso, iniziare la nostra udienza alle ore 11! Atteso che la colpa non è dei Magistrati che sono effettivamente pochi, la sostituzione dei Giudici togati assenti, non dovrebbe essere fatta dai Giudici onorari?

La vendetta di Giuda!

La ami? Ti piace? Le vuoi semplicemente manifestare affetto? Fai attenzione, adesso tutto questo potrebbe causarti un guaio serio! La Terza sezione penale della Corte di Cassazione, con Sentenza N° 41536 del 2009 infatti, ha stabilito che tentare di baciare una persona anche semplicemente sul viso, contro la sua volontà, addirittura può far configurare il reato di violenza carnale! I Magistrati della Suprema Corte, infatti, sostengono che i baci sul viso devono essere considerati “atti sessuali”, perchè agirebbero “in direzione di una zona nota, secondo la scienza medica, psicologica ed antropologico-sociologica, come erogena trattandosi di una zona del corpo conosciuta come stimolante dell’istinto sessuale”! Povero bacio, ogni tanto lo si vuole accusare di qualcosa: ci mancavano solo gli “Ermellini” a trasformare lo strumento di Amore già usato impropriamente da Giuda Iscariota, nella sua vendetta più ignobile: adesso non sarebbe più il “baciante” a tradire, ma, udite udite, il baciato!

Il trionfo dell’ipocrisia!

Il Governatore della Regione Lazio è stato coinvolto, proprio in questi giorni, in una strana ed odiosa vicenda giudiziaria! é vero? é falso? Lo decideranno i Magistrati e le loro indagini; ma, quello che desta scalpore è la “solidarietà” di Berlusconi, il Silenzio di Franceschini (ormai ex leader del Partito Democratico) e di Bersani (ormai attuale leader del medesimo partito)! Inoltre lo stesso Marrazzo, si è solo autosospeso e non dimesso: Quanta ipocrisia!

Un popolo di “trafficanti”!

Napoli, ore dodici, zona museo nazionale: pieno centro! Una coda interminabile di automobili crea un enorme ingorgo! La terza città di Italia è assillata dal traffico bloccato; ma quello che lo scrivente non si spiega, è: come mai nel capoluogo Campano non esiste un’ora di punta? A qualsiasi ora del giorno, in moltissime zone della città, in qualsiasi giorno della settimana, anche in assenza di manifestazioni, l’ingorgo regna sovrano?

La normativa fantasma!

La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, con Sentenza n° 20819 del 2009 ha stabilito che non ha diritto al risarcimento del danno il professionista che vede pubblicato su una rivista l’esito di un procedimento disciplinare a suo carico! I Magistrati della S.C., infatti, scrivono: “in particolare, con riferimento alla ‘…violazione del segreto …’ va rilevato che nell’impugnata sentenza si legge quanto segue: ‘..:Dal canto suo la convenuta appellata ha contestato la caratteristica di segretezza della notizia riguardante il professionista condannato a sanzione disciplinare indicando negli articoli 16 e 46 R.D.L. n° 1578 del 1933 e 51 e 64 R.D. n° 37 del 1934 le forme di pubblicità legale che consentono a coloro che intendono consultare gli albi professionali di conoscere i provvedimenti disciplinari presi a carico degli iscritti. La tesi alternativa proposta dalla convenuta appellata esclude in radice l’ipotizzabilità di una illegittima acquisizione di notizia segreta perché le modalità di apprendimento della notizia possono essere state, assolutamente lecite ed incombe a chi invoca il reato, quale fonte del risarcimento, di dimostrare l’esistenza anche in termini vaghi e senza indicazione dell’autore, ma pur sempre nel concreto verificarsi del crimine”! Nell’ipotesi in esame manca totalmente anche il più piccolo indizio sull’appropriazione indebita della notizia la cui segretezza non può desumersi dalla riservatezza delle udienze del Consiglio dell’Ordine posto che le decisioni anche non definitive hanno una pur limitata diffusione!” A tal proposito, viene da chiedersi: allora la normativa sulla privacy, che già in altri campi e per altre situazioni non è applicata o lo è male, è una normativa la cui applicazione è facoltativa, o è una normativa fantasma?

L’oggetto misterioso!

Quando si vede un film o si assiste ad un processo in televisione, l’avvocato è un uomo o una donna con un vestito classico e quantomeno in toga! Questa è l’idea dell’avvocato che si ha anche guardando un quadro, una statua, una rappresentazione teatrale! La realtà è ben diversa! Le aule del Tribunale di Napoli presentano, ad eccezione della Corte di Assise, avvocati senza toga e, in molti casi, adesso si cominciano a vedere sempre più capi sportivi in luogo del vestito classico! La cosa che lascia basiti, però, è che, non solo sempre meno Magistrati impongono la toga in aula che, bisogna ricordarlo, è prevista da una norma dello Stato Italiano mai abbrogata, ma in alcuni casi, essi stessi dànno il cattivo esempio! Lo sfascio della giustizia italiana si vede anche da queste piccole cose e la toga, che dovrebbe essere la seconda pelle dell’avvocato, soprattutto per i giovani rischia di diventare un oggetto misterioso!