Un popolo di “trafficanti”!

Napoli, ore dodici, zona museo nazionale: pieno centro! Una coda interminabile di automobili crea un enorme ingorgo! La terza città di Italia è assillata dal traffico bloccato; ma quello che lo scrivente non si spiega, è: come mai nel capoluogo Campano non esiste un’ora di punta? A qualsiasi ora del giorno, in moltissime zone della città, in qualsiasi giorno della settimana, anche in assenza di manifestazioni, l’ingorgo regna sovrano?

La normativa fantasma!

La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, con Sentenza n° 20819 del 2009 ha stabilito che non ha diritto al risarcimento del danno il professionista che vede pubblicato su una rivista l’esito di un procedimento disciplinare a suo carico! I Magistrati della S.C., infatti, scrivono: “in particolare, con riferimento alla ‘…violazione del segreto …’ va rilevato che nell’impugnata sentenza si legge quanto segue: ‘..:Dal canto suo la convenuta appellata ha contestato la caratteristica di segretezza della notizia riguardante il professionista condannato a sanzione disciplinare indicando negli articoli 16 e 46 R.D.L. n° 1578 del 1933 e 51 e 64 R.D. n° 37 del 1934 le forme di pubblicità legale che consentono a coloro che intendono consultare gli albi professionali di conoscere i provvedimenti disciplinari presi a carico degli iscritti. La tesi alternativa proposta dalla convenuta appellata esclude in radice l’ipotizzabilità di una illegittima acquisizione di notizia segreta perché le modalità di apprendimento della notizia possono essere state, assolutamente lecite ed incombe a chi invoca il reato, quale fonte del risarcimento, di dimostrare l’esistenza anche in termini vaghi e senza indicazione dell’autore, ma pur sempre nel concreto verificarsi del crimine”! Nell’ipotesi in esame manca totalmente anche il più piccolo indizio sull’appropriazione indebita della notizia la cui segretezza non può desumersi dalla riservatezza delle udienze del Consiglio dell’Ordine posto che le decisioni anche non definitive hanno una pur limitata diffusione!” A tal proposito, viene da chiedersi: allora la normativa sulla privacy, che già in altri campi e per altre situazioni non è applicata o lo è male, è una normativa la cui applicazione è facoltativa, o è una normativa fantasma?

L’oggetto misterioso!

Quando si vede un film o si assiste ad un processo in televisione, l’avvocato è un uomo o una donna con un vestito classico e quantomeno in toga! Questa è l’idea dell’avvocato che si ha anche guardando un quadro, una statua, una rappresentazione teatrale! La realtà è ben diversa! Le aule del Tribunale di Napoli presentano, ad eccezione della Corte di Assise, avvocati senza toga e, in molti casi, adesso si cominciano a vedere sempre più capi sportivi in luogo del vestito classico! La cosa che lascia basiti, però, è che, non solo sempre meno Magistrati impongono la toga in aula che, bisogna ricordarlo, è prevista da una norma dello Stato Italiano mai abbrogata, ma in alcuni casi, essi stessi dànno il cattivo esempio! Lo sfascio della giustizia italiana si vede anche da queste piccole cose e la toga, che dovrebbe essere la seconda pelle dell’avvocato, soprattutto per i giovani rischia di diventare un oggetto misterioso!

L’immunità sportiva!

è noto, ormai da tanto, troppo tempo, che il calcio è un mondo a sè e che, spesso, sfugge a sempre più regole giuridiche che in altri ambiti sarebbero inviolabili; ma che la S.C. sancisca certi principi, lascia basiti! I giudici della V Sezione penale della Corte di Cassazione, con Sentenza n° 35048 del 2009, infatti, hanno stabilito che il contesto salva dall’offesa all’onore e decoro! Gli “ermellini” ritengono, in effetti, che le volgarità al bar, quando si parla di sport, sono lecite! Sì, proprio così, Per quanto “vivaci” e “grevi”, affermano i Giudici di piazza Cavour, nel commento di competizioni sportive l’ambito delle espressioni volgari non suscita nessuna riprovazione, poiché questo linguaggio è accettato come consueto veicolo del tifoso sportivo, ancorché costellato di frasi e gesti che, altrimenti, apparirebbero oggettivamente offensivi! Si va verso una tacita depenalizzazione del reato di ingiuria?

Il sangue umano non è tutto uguale???

Mario Placanica, il carabiniere Calabrese che otto anni fa uccise Carlo Giuliani durante il G8 di Genova, avrebbe agito per legittima difesa! Lo hanno stabilito in una Sentenza emessa oggi i giudici della Corte europea dei diritti dell’uomo. I giudici di Strasburgo, che hanno quindi condiviso la posizione del togato italiano incaricato di condurre l’indagine sulla morte di Carlo Giuliani, hanno stabilito all’unanimità che Placanica non ricorse a un uso eccessivo della forza, ma la usò “nei limiti assolutamente necessari a impedire quello che percepiva essere un reale e imminente pericolo per la sua vita e quella dei suoi colleghi”! Uccidere un essere umano non è mai giusto, ma perchè in Italia quando è ucciso un uomo dello Stato nell’esercizio delle sue funzioni appare quasi meno grave dell’omicidio di un “povero ragazzo” che era solo andato a, in una semplice manifestazione, tentare di colpire degli esponenti delle forze dell’ordine con un estintore? Che tristezza, il sangue umano non è tutto uguale!

Quando la famiglia non conta!

La famiglia, primo nucleo della società costituzionalmente riconosciuto, da adesso ha meno valore o, se si preferisce, ha ancora più valore se non è, però, una famiglia di fatto. Sembrano lontanissimi i tempi in cui, era addirittura facilitato l’ingresso in Italia anche di “clandestini”, ma semplicemente per “ricongiungimento familiare”! La solita colpa del Governo? No no, in questo caso il Governo non è responsabile; infatti, nel caso in questione, la “colpa” è della S.C., la quale ha stabilito, con Sentenza N° 15835 del 2009, che la sussistenza di una famiglia di fatto, non rientra tra le ipotesi tassative di divieto di espulsione previsto dall’articolo 19 d.lg. N° 286 del 1998: speriamo che non si incoraggino i matrimoni di comodo!

Il peggiore degli Handicap!

In questi giorni, il Governo sembra essersi accorto di una piaga che mortifica l’Italia e gli Italiani: i falsi invalidi! Assurdo, in un paese dove gli invalidi civili non sono equiparati a quelli di guerra, dove l’invalido civile è “costretto” a pagare mezzi di trasporto, cinema, teatro, musei, stadi; dove gli ausili soprattutto elettronici costano ancora troppo; dove sulla scatola dei medicinali è scritta in braille solo la marca, il dosaggio ed il tipo, ma non anche, ad esempio, la scadenza; dove i posteggi per portatori di handicap sono ancora pochi e non tutelati come si dovrebbe dalle “invasioni dei “sani”; si vedono ancora ciechi patentati, paraplegici che corrono con le proprie gambe, cardiopatici svelti e veloci! Inoltre si dice che a sud il fenomeno sia più diffuso; ma sarà forse perchè il meridione è più povero?

Forse perchè c’è più disoccupazione? Forse perchè c’è più corruzione nella Pubblica Amministrazione? Le domande sono tante in merito alla questione, ma se solo si pensasse a quanto costa la vita di un vero disabile, a quanto sia dura la battaglia quotidiana che i diversamente abili sono costretti a fare contro l’ignoranza, lo scetticismo e l’ipocrisia dei “normali”, a quanto sia difficile sentirsi un peso per gli altri pur sforzandosi di conquistare e difendere, giorno per giorno, gocce di autonomia, la squallida e vergognosa recita dei falsi invalidi e di chi la permette, forse, non sarebbe nemmeno pensata e tanto, troppo denaro pubblico non sarebbe nemmeno sperperato in pensioni di invalidità ed indennità di accompagnamento immeritate!

Colpi di sole!

Il mese di agosto, si sa, il sole è forte, la gente è stanca ed interessata solo a riposare, le spiagge sono affollate; ma certe “trovate” dei politici, sembrano più effetto di colpi di sole che vere e proprie proposte politiche! é di queste ore, la proposta della solita lega nord di far insegnare i dialetti nelle scuole! Se non fosse agosto, una tale proposta potrebbe far rabbrividire: ma come, in uno Stato dove l’italiano per molti indigeni è la lingua straniera più difficile, dove le lingue straniere, a livello scolastico certamente non consentono nemmeno di comprendere il testo di una canzone, dove sarebbe utile intensificare l’insegnamento dell’educazione civica, dell’educazione sessuale e del codice della strada, si vuole introdurre l’insegnamento obbligatorio dei dialetti? Ah già, ma siamo ad agosto!

Mare, dove sei?

Napoli, terza città di Italia, Patria di illustri artisti, filosofi e letterati, terra dominata, maltrattata, insanguinata ed arricchita da miriadi di popoli e paesaggio incantevole, oggi, purtroppo, sta subendo un ennesimo schiaffo: l’agonia del proprio mare! Un litorale che potrebbe tranquillamente far concorrenza alla costa azzurra, alla costa smeralda, alla costa Brava, alla riviera romagnola… Invece? Cattivo funzionamento dei depuratori, assenza della classe politica sia centrale che locale, latitanza delle forze dell’ordine, abusivismo edilizio dilagante, criminalità non solo organizzata sempre più arrogante, stanno ammazzando la musa ispiratrice di celebri canzoni, stupende poesie ed eccezionali opere di arte! Quando si potrà dire di nuovo: “Vide ‘o mare quant’e’ bello! Spira tantu sentimento…”?

Precari, o lavoratori a nero?

La Legge, in Italia, permette la difesa ed assistenza processuale ai cosiddetti non abbienti! Tale istituto, noto ai più come gratuito patrocinio, è un principio sancito costituzionalmente. Bello, democratico e giuridicamente giusto, vero? Sì, certamente, ma in parte; infatti, in teoria, tutti possono chiedere il patrocinio a spese dello Stato, basta un’istanza scritta avanzata all’Autorità giudiziaria! Atteso lo spazio già dato all’argomento in questione nell’articolo “il gratuito ladrocinio” nella sezione “la nostra opinione” di www.studiolegalefava.com, in questa sede ci si vuole solo soffermare su alcuni punti: l’assenza di anticipi di onorario per i difensori, discrezionalità incomprensibile dei Magistrati nel decidere il quantum da liquidare, eccessivo ritardo, totale assenza di interessi legali, esiguità e sproporzione dei compensi percepiti dagli avvocati rispetto all’attività svolta, obbligatorietà della notifica del Decreto di liquidazione sia all’assistito che al P.M., facoltà riconosciuta ad entrambi di impugnare addirittura detto provvedimento! Tutto ciò colloca il professionista che assiste il “nullatenente” tra un lavoratore a nero però ammesso dallo Stato ed un… Precario!!!