Carneade? chi era costui!

Alessandro Manzoni, nei promessi sposi, fa esclamare a don abbondio: “Carneade? Chi era costui!” Oggi, nelle aule giudiziarie, sempre di più, Magistrati, avvocati, imputati e testimoni sembrano esclamare: Carneade? Chi era costui! In data odierna, al Tribunale di Napoli sezione distaccata di Casoria, chi scrive, di ufficio, aspettava il suo turno. Alle 13, secondo un regolarissimo ordine di prenotazione, viene chiamato il processo. In quel preciso momento, come un fungo, “spunta” il difensore di fiducia! Tutto regolare? Sì, tutto regolare; ma correttezza, deontologia, educazione e rispetto sembrano nei luoghi deputati alla giustizia, sempre più dei Carneide!

Mamma, ciccio mi tocca!

Sei stato accusato di essere un partner violento? Addirittura sei stato denunciato per questo? Allora sparisci dalla “tua” lei almeno fino alla pronuncia definitiva della Giurisprudenza. In attesa della conclusione di un processo a carico di un fidanzato un po’ troppo violento , è stato categoricamente vietato ai due innamorati di inviarsi comunicazioni in qualsiasi forma, Compresi gli sms. L’insolito provvedimento è finito al vaglio della Corte di Cassazione, che, con Sentenza n° 5911, ha confermato la legittimità del provvedimento di divieto emesso dal Tribunale di Trento. Secondo gli ermellini, infatti, in caso di amore violento, è legittimo imporre ai due “innamorati “il divieto di comunicare in qualsiasi forma e ciò, anche se il primo contatto provenisse dalla parte offesa!

Piangere o ridere?

Oggi,VI sezione del Tribunale di Napoli: un poliziotto teste di un processo proveniente da Ascoli Piceno, non si è presentato! La giustifica scritta per lui dai suoi superiori recitava: “impossibilitati ad inviare l’agente per mancanza di fondi”! Nella cancelleria della XI sezione, invece, si apprendeva che, per un imputato già ammesso al gratuito patrocinio durante le indagini preliminari, il giudice del primo grado, ha disposto un altro accertamento!            Bisogna ridere o piangere?

Che Vergogna!

Oggi, chi scrive, si è imbattuto su facebook in un interessantissimo gruppo relativo alla riforma “assassina”; si è iscritto e intende riportare fedelmente quanto si legge in detto gruppo: “All’interno dell’imminente cd “Riforma Alfano” contro la classe forense, spicca una norma a dir poco classista ed illiberale (per non dire fascista) in ossequio alla quale verrà IMMEDIATAMENTE CANCELLATO DALL’ALBO DEGLI AVVOCATI CHI , anche a seguito di criteri presuntivi rapportati AD UN LIMITE MINIMO DI REDDITO PROFESSIONALE DECISO DAGLI ORDINI, NON VENISSE SUCCESSIVAMENTE DAGLI ORDINI RITENUTO ESERCITANTE LA PROFESSIONE IN MODO CONTINUATIVO. Non sarà più possibile neppure decidere quanto e come lavorare, quante cause seguire e quando.Per legge gli Ordini potranno decidere chi cancellare dall’albo degli avvocati (incredibilmente anche un avvocato con dieci, quindici anni di anzianità professionale potrà essere così cancellato dall’albo per mancata continuità nell’esercizio dell’attività professionale). LA NORMA E’ DA CANCELLARE IN TOTO;qualunque emendamento (es che esentasse in ragione della maggiore o minore anzianita’ professionale) sarebbe ulteriormente peggiorativo. ALTRE CONSEGUENZE: -Aumento del controllo fiscale “autoritario” sui redditi degli avvocati dato che gli Ordini, secondo la proposta del Consiglio Nazionale Forense, potranno consultare gli uffici tributari.Testualmente anche… “l’ordine …. compie le verifiche necessarie anche mediante richiesta di informazione agli uffici finanziari”) (Art 19 riforma CNF) – Gli studi legali che non vorranno aumentare la retribuzione per i Colleghi avvocati dipendenti fino al minimo reddito utile previsto dalla “Riforma Alfano”, impediranno a questi ultimi di potere restare nell’albo degli avvocati. – Corsa all’accaparramento di clientela ( e grave turbamento dei rapporti di civile convivenza tra Colleghi) al fine di evitare di essere cancellati a fine anno per non raggiungimento del reddito minimo. La proposta di legge in via di approvazione in Parlamento, richiesta dal Consiglio Nazionale Forense, è condivisa da quasi tutti i progetti di legge pendenti alle Commissioni Giustizia Camera e Senato. Questa riforma Alfano , CONTRARIA ALLA BASE DELL’AVVOCATURA , è supportata oltre che dal Consiglio Nazionale Forense, anche da alcune associazioni forensi – non si sa di quale rappresentatività – (UCPI,OUA,Camere Civili,AIGA). LE PAROLE SERVONO A POCO;INVIATE E FATE INVIARE I FAX DI PROTESTA ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI COME INDICATO SOTTO. Sono già partiti in poche settimane migliaia di fax dai Colleghi di tutta Italia, ma è necessario implementare ancora di più la protesta anche con l’aiuto,se possibile, di questo gruppo.Vi invitiamo quindi ,non solo ad inviare, ma anche a sollecitare , non solo ovviamente gli altri Colleghi , ma anche i Vostri familiari, parenti, amici, conoscenti a solidarizzare con la nostra protesta e quindi ad inviare quanti più fax possibili Inviare e far inviare in primo luogo i fax di protesta al numero 066791131 (uno dei fax della Presidenza del Consiglio dei Ministri). In aggiunta è possibile inviare i fax allo 0668897951 (uno dei fax del Ministro della Giustizia On. Angelino Alfano) Tutti fax con questo oggetto ed eguale contenuto oggetto :Avvocati uniti contro la cancellazione dall’albo per mancata continuità professionale Alla C.A. Ill.mo Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi (Preg.mo Ministro della Giustizia On. Angelino Alfano) contenuto: Con il presente fax esprimo la mia più totale avversione anche per qualunque norma che prevederà la cancellazione dall’ albo degli avvocati ai danni di coloro i quali saranno ritenuti dagli Ordini non esercitanti la professione in modo continuativo distinti Saluti Avv. …..nome e cognome…….”.Atutto questo si potrebbe aggiungere tantissimo, ma lo scrivente desidera solo scrivere: CHE VERGOGNA!

Diritto o dovere?

Allacciare le cinture di sicurezza, già da qualche tempo, non è più un… “invito obbligatorio” che si ascolta, in almeno due lingue, solo in aereo; ma tale obbligo, infatti, vige anche quando si viaggia in automobile! La cosa è molto seria; infatti, la Corte di Cassazione, con la Sentenza n° 3585 del 2010, è stata categorica: bisogna far scendere dall’auto il passeggero “ribelle”, perchè, in caso di incidente nel quale perde la vita il passeggero che si è rifiutato di indossare la cintura di sicurezza, scatta la denuncia per il conducente, addirittura per il reato di omicidio colposo. Allora, adesso basta con inutili prese di posizione: tutti dobbiamo viaggiare in auto con le cinture di sicurezza allacciate, anche per tratti brevi e, se e quando una persona che accetta un passaggio in un’auto guidata da noi si rifiuta di allacciare l’accessorio in questione, basta con lo stupido buonismo: deve scendere immediatamente! A questo punto una domanda nasce spontanea: come si farà a Napoli?

Libertà di culto: una vera chimera!

Che la fede religiosa sia una scelta libera e che non possa essere imposta in famiglia, è ormai pacifico; ma che il principio debba valere solo per permettere a qualcuno di non credere, è un vero paradosso! La Sesta sezione penale della Corte di Cassazione, infatti, con sentenza n° 64 del 2010, occupandosi del caso di un testimone di Geova che voleva imporre a tutti i costi alla moglie il suo credo religioso, ha infatti sottolineato che “l’imposizione ad altri delle proprie convinzioni religiose” costituisce una “condotta consapevolmente antigiuridica” ed è un comportamento illecito perseguibile a norma dell’articolo 572 del codice penale! La perplessità, ovviamente, non riguarda il principio, ma l’errata interpretazione di esso. Chi crede deve essere continuamente deriso, offeso, beffeggiato anche da parte della classe politica; mentre, chi cerca di fare proselitismo… Ah già, noi dobbiamo essere uno Stato laico!

La rivolta di Spartaco!

Sei un insegnante? Ti senti maltrattato dal tuo preside? Quest’ultimo ti sottopone ad un trattamento quantomeno ingiusto? Adesso, più di prima, puoi ribellarti e, se mai ti sei sentito uno schiavo all’interno della scuola dove insegni, ricordati, anche spartaco si ribellò; infatti, il Preside deve rispettare gli insegnanti e non può permettersi di utilizzare espressioni che ne mortificano la dignità. Questo è quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza N° 21 del 2010! In detta Sentenza, si afferma che non si può invocare lo ius corrigendi se, per riprendere un insegnante, si fa ricorso ad “espressioni che trascendono i limiti della correttezza o siano foriere di tratti destinati a mortificare la dignità umana”!

Povera Italia!

Spesso si esclama “povera Italia” per le cose più disparate; ma, se si prova ad andare al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ci si accorge che il personale di cancelleria è effettivamente esiguo rispetto alla mole di lavoro; se un cancelliere è in udienza, contemporaneamente, il lavoro di costui non viene svolto da nessun altro e, udite udite, manca la carta per fare le fotocopie! Risultato? Se gli Avvocati devono ottenere fotocopie di atti processuali… Devono portare, dopo averla comprata di tasca propria, la carta da fuori! Se questo non è il caso di esclamare “povera Italia”!

Il “pizzo” legale!

é ormai noto che in Italia esercitare la professione di avvocato è un grande paradosso: lotta quotidiana per ottenere onorari da Stato e privati, eccessive garanzie riconosciute agli imputati facilmente trasformabili in abusi a vantaggio degli stessi, Magistrati sempre più pronti a svilire e mortificare la professione di Avvocato; ma quest’altro schiaffo gli Avvocati italiani e soprattutto i giovani, proprio non lo meritavano! Il Ministero del Lavoro, con il comunicato del 18 dicembre 2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2009, ha elevato dal 2% al 4% l’aliquota per la determinazione del contributo integrativo annuo: si tratta di una delle novità introdotte dalla riforma previdenziale forense, entrata in vigore il 1° gennaio 2010. In virtù dell’articolo 6 del nuovo regolamento dei contributi, tutti gli avvocati iscritti agli Albi, nonché tutti i praticanti avvocati iscritti alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense, dovranno pertanto applicare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi rientranti nel volume d’affari dichiarato ai fini Iva: in fattura! E’ comunque dovuto un contributo integrativo minimo di importo pari ad € 550 per l’anno 2010 ed € 650 per l’anno 2011! Se non si può parlare di “pizzo” legale…

Desiderio o sogno?

Sei maggiorenne? Vivi a Napoli? Vuoi costruirti un futuro con tanto di famiglia e di casa? Lascia stare! A Napoli è difficile trovare lavoro, chi ce l’ha è sfruttato e/o si sente frustrato; se vuoi avere un “tetto” i prezzi per acquistare un appartamento normalissimo sono altissimi e sproporzionati a tutto; se vuoi accendere un mutuo devi essere già ricco a prescindere altrimenti, per dirla alla Totò, desisti; se vuoi prenderla in locazione ti accorgi presto che contratti regolari non se ne vogliono fare; se tutto è in regola, inoltre, la pigione è quasi pari alla rata di un mutuo! Altro che bamboccioni, a Napoli, anche a chi non è più adolescente, conviene restare con mamma e papà!