Professione “precario”!

A lavoro sei sfruttato? Sei precario? La Corte di Cassazione, con la sentenza n° 48361 del 2008 ha sottolineato che chi lavora come precario, rimane a tutti gli effetti disoccupato! Nel caso di specie, gli “ermellini” erano stati chiamati ad esprimersi su una doppia condanna per il reato di falsità ideologica, che i giudici di merito avevano inflitto ad un lavoratore che aveva tenuto nascosta la sua assunzione temporanea presso la Asl di Taranto. Piazza Cavour ha annullato così le sentenze che avevano condannato il ricorsista per il reato di falsità ideologica in atto pubblico per induzione in errore dei pubblici funzionari, a seguito della denuncia presentata dalla Asl pugliese! Nella motivazione si legge che “il fatto non sussiste” perché “un rapporto di impiego precario e temporaneo non può essere ritenuto sufficiente a fare venire meno il requisito dello stato di disoccupazione”!

Un mare di guai!

Hai trovato in vacanza un mare sporco al contrario di quanto prospettatoti dalla agenzia di viaggio al momento della prenotazione? Nessuna paura, adesso hai la certezza che anche per chi ti ha ingannato è previsto un mare, ma… Di guai! In materia di danni da vacanza rovinata, infatti, la III sezione civile della Corte di Cassazione, con la Sentenza n° 5189 del 2010, ha riconosciuto nuove possibilità per i turisti di essere risarciti, perchè si è affermato, finalmente, che anche spiaggia e mare puliti sono una legittima aspettativa di chi va in vacanza! Quindi, in vista dell’estate, possiamo essere tutti più sereni: in assenza di mare cristallino, deve essere invece cristallina l’agenzia dove prenoteremo le vacanze!

Al peggio non c’è mai un limite!

Oggi, al Tribunale di Napoli, I sezione penale in composizione monocratica, in un processo con diversi imputati, un difensore fa pervenire, avvisando per tempo gli altri avvocati, una richiesta scritta al Giudice, con la quale chiedeva la fissazione di detto processo alle ore 12! Fin qui nulla quaestio! Il Giudice accoglie l’istanza, gli avvocati compreso chi scrive prendono atto del nuovo orario, ma, quando entrano in aula, apprendono che il processo è stato già chiamato e rinviato per un difetto di notifica, perchè, l’autore della predetta istanza, questa volta senza avvisare noi colleghi, era “riuscito” a presentarsi prima delle 12! Al peggio non c’è mai un limite!

Carneade? chi era costui!

Alessandro Manzoni, nei promessi sposi, fa esclamare a don abbondio: “Carneade? Chi era costui!” Oggi, nelle aule giudiziarie, sempre di più, Magistrati, avvocati, imputati e testimoni sembrano esclamare: Carneade? Chi era costui! In data odierna, al Tribunale di Napoli sezione distaccata di Casoria, chi scrive, di ufficio, aspettava il suo turno. Alle 13, secondo un regolarissimo ordine di prenotazione, viene chiamato il processo. In quel preciso momento, come un fungo, “spunta” il difensore di fiducia! Tutto regolare? Sì, tutto regolare; ma correttezza, deontologia, educazione e rispetto sembrano nei luoghi deputati alla giustizia, sempre più dei Carneide!

Mamma, ciccio mi tocca!

Sei stato accusato di essere un partner violento? Addirittura sei stato denunciato per questo? Allora sparisci dalla “tua” lei almeno fino alla pronuncia definitiva della Giurisprudenza. In attesa della conclusione di un processo a carico di un fidanzato un po’ troppo violento , è stato categoricamente vietato ai due innamorati di inviarsi comunicazioni in qualsiasi forma, Compresi gli sms. L’insolito provvedimento è finito al vaglio della Corte di Cassazione, che, con Sentenza n° 5911, ha confermato la legittimità del provvedimento di divieto emesso dal Tribunale di Trento. Secondo gli ermellini, infatti, in caso di amore violento, è legittimo imporre ai due “innamorati “il divieto di comunicare in qualsiasi forma e ciò, anche se il primo contatto provenisse dalla parte offesa!

Piangere o ridere?

Oggi,VI sezione del Tribunale di Napoli: un poliziotto teste di un processo proveniente da Ascoli Piceno, non si è presentato! La giustifica scritta per lui dai suoi superiori recitava: “impossibilitati ad inviare l’agente per mancanza di fondi”! Nella cancelleria della XI sezione, invece, si apprendeva che, per un imputato già ammesso al gratuito patrocinio durante le indagini preliminari, il giudice del primo grado, ha disposto un altro accertamento!            Bisogna ridere o piangere?

Che Vergogna!

Oggi, chi scrive, si è imbattuto su facebook in un interessantissimo gruppo relativo alla riforma “assassina”; si è iscritto e intende riportare fedelmente quanto si legge in detto gruppo: “All’interno dell’imminente cd “Riforma Alfano” contro la classe forense, spicca una norma a dir poco classista ed illiberale (per non dire fascista) in ossequio alla quale verrà IMMEDIATAMENTE CANCELLATO DALL’ALBO DEGLI AVVOCATI CHI , anche a seguito di criteri presuntivi rapportati AD UN LIMITE MINIMO DI REDDITO PROFESSIONALE DECISO DAGLI ORDINI, NON VENISSE SUCCESSIVAMENTE DAGLI ORDINI RITENUTO ESERCITANTE LA PROFESSIONE IN MODO CONTINUATIVO. Non sarà più possibile neppure decidere quanto e come lavorare, quante cause seguire e quando.Per legge gli Ordini potranno decidere chi cancellare dall’albo degli avvocati (incredibilmente anche un avvocato con dieci, quindici anni di anzianità professionale potrà essere così cancellato dall’albo per mancata continuità nell’esercizio dell’attività professionale). LA NORMA E’ DA CANCELLARE IN TOTO;qualunque emendamento (es che esentasse in ragione della maggiore o minore anzianita’ professionale) sarebbe ulteriormente peggiorativo. ALTRE CONSEGUENZE: -Aumento del controllo fiscale “autoritario” sui redditi degli avvocati dato che gli Ordini, secondo la proposta del Consiglio Nazionale Forense, potranno consultare gli uffici tributari.Testualmente anche… “l’ordine …. compie le verifiche necessarie anche mediante richiesta di informazione agli uffici finanziari”) (Art 19 riforma CNF) – Gli studi legali che non vorranno aumentare la retribuzione per i Colleghi avvocati dipendenti fino al minimo reddito utile previsto dalla “Riforma Alfano”, impediranno a questi ultimi di potere restare nell’albo degli avvocati. – Corsa all’accaparramento di clientela ( e grave turbamento dei rapporti di civile convivenza tra Colleghi) al fine di evitare di essere cancellati a fine anno per non raggiungimento del reddito minimo. La proposta di legge in via di approvazione in Parlamento, richiesta dal Consiglio Nazionale Forense, è condivisa da quasi tutti i progetti di legge pendenti alle Commissioni Giustizia Camera e Senato. Questa riforma Alfano , CONTRARIA ALLA BASE DELL’AVVOCATURA , è supportata oltre che dal Consiglio Nazionale Forense, anche da alcune associazioni forensi – non si sa di quale rappresentatività – (UCPI,OUA,Camere Civili,AIGA). LE PAROLE SERVONO A POCO;INVIATE E FATE INVIARE I FAX DI PROTESTA ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI COME INDICATO SOTTO. Sono già partiti in poche settimane migliaia di fax dai Colleghi di tutta Italia, ma è necessario implementare ancora di più la protesta anche con l’aiuto,se possibile, di questo gruppo.Vi invitiamo quindi ,non solo ad inviare, ma anche a sollecitare , non solo ovviamente gli altri Colleghi , ma anche i Vostri familiari, parenti, amici, conoscenti a solidarizzare con la nostra protesta e quindi ad inviare quanti più fax possibili Inviare e far inviare in primo luogo i fax di protesta al numero 066791131 (uno dei fax della Presidenza del Consiglio dei Ministri). In aggiunta è possibile inviare i fax allo 0668897951 (uno dei fax del Ministro della Giustizia On. Angelino Alfano) Tutti fax con questo oggetto ed eguale contenuto oggetto :Avvocati uniti contro la cancellazione dall’albo per mancata continuità professionale Alla C.A. Ill.mo Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi (Preg.mo Ministro della Giustizia On. Angelino Alfano) contenuto: Con il presente fax esprimo la mia più totale avversione anche per qualunque norma che prevederà la cancellazione dall’ albo degli avvocati ai danni di coloro i quali saranno ritenuti dagli Ordini non esercitanti la professione in modo continuativo distinti Saluti Avv. …..nome e cognome…….”.Atutto questo si potrebbe aggiungere tantissimo, ma lo scrivente desidera solo scrivere: CHE VERGOGNA!

Diritto o dovere?

Allacciare le cinture di sicurezza, già da qualche tempo, non è più un… “invito obbligatorio” che si ascolta, in almeno due lingue, solo in aereo; ma tale obbligo, infatti, vige anche quando si viaggia in automobile! La cosa è molto seria; infatti, la Corte di Cassazione, con la Sentenza n° 3585 del 2010, è stata categorica: bisogna far scendere dall’auto il passeggero “ribelle”, perchè, in caso di incidente nel quale perde la vita il passeggero che si è rifiutato di indossare la cintura di sicurezza, scatta la denuncia per il conducente, addirittura per il reato di omicidio colposo. Allora, adesso basta con inutili prese di posizione: tutti dobbiamo viaggiare in auto con le cinture di sicurezza allacciate, anche per tratti brevi e, se e quando una persona che accetta un passaggio in un’auto guidata da noi si rifiuta di allacciare l’accessorio in questione, basta con lo stupido buonismo: deve scendere immediatamente! A questo punto una domanda nasce spontanea: come si farà a Napoli?

Libertà di culto: una vera chimera!

Che la fede religiosa sia una scelta libera e che non possa essere imposta in famiglia, è ormai pacifico; ma che il principio debba valere solo per permettere a qualcuno di non credere, è un vero paradosso! La Sesta sezione penale della Corte di Cassazione, infatti, con sentenza n° 64 del 2010, occupandosi del caso di un testimone di Geova che voleva imporre a tutti i costi alla moglie il suo credo religioso, ha infatti sottolineato che “l’imposizione ad altri delle proprie convinzioni religiose” costituisce una “condotta consapevolmente antigiuridica” ed è un comportamento illecito perseguibile a norma dell’articolo 572 del codice penale! La perplessità, ovviamente, non riguarda il principio, ma l’errata interpretazione di esso. Chi crede deve essere continuamente deriso, offeso, beffeggiato anche da parte della classe politica; mentre, chi cerca di fare proselitismo… Ah già, noi dobbiamo essere uno Stato laico!

La rivolta di Spartaco!

Sei un insegnante? Ti senti maltrattato dal tuo preside? Quest’ultimo ti sottopone ad un trattamento quantomeno ingiusto? Adesso, più di prima, puoi ribellarti e, se mai ti sei sentito uno schiavo all’interno della scuola dove insegni, ricordati, anche spartaco si ribellò; infatti, il Preside deve rispettare gli insegnanti e non può permettersi di utilizzare espressioni che ne mortificano la dignità. Questo è quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza N° 21 del 2010! In detta Sentenza, si afferma che non si può invocare lo ius corrigendi se, per riprendere un insegnante, si fa ricorso ad “espressioni che trascendono i limiti della correttezza o siano foriere di tratti destinati a mortificare la dignità umana”!