Lettera al Ministro Bongiorno

In data 07/06/2018, il Ministro Giulia Bongiorno riceveva la seguente E-mail: “Preg.mo Ministro,
chi Le scrive è un suo indegno collega, nonchè suo estimatore dai tempi del primo processo Andreotti.

Lo scrivente, essendo cieco assoluto, desidera porre alla sua attenzione delle criticità che Ella, di concerto con i Ministri di Giustizia e delle disabilità, potrà tentare di affrontare e, si spera, anche di risolvere.

La prima criticità che viene in mente a chi scrive, è

la mancata trascrizione in braille, degli atti processuali notificati ad imputati e/o indagati non vedenti.

Il sistema processual penalistico italiano, infatti, a modesto avviso dell’autore di queste righe, non prevedendo quanto sopra, non solo “crea” una palese violazione dell’articolo 3 della Carta secondo cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla Legge e non solo quelli vedenti, ma viola anche l’articolo 13 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ratificata dall’Italia nel 2009.

Tale “patologia” della procedura penale italiana, è aggravata ancora di più dal Diritto, riconosciuto agli appartenenti alle minoranze linguistiche riconosciute ed agli stranieri, di ricevere gli atti processuali tradotti; infatti, pur non essendo il braille una lingua ma un metodo di scrittura, deve necessariamente essere equiparato alle lingue, atteso che le tecnologie, pur esistenti, non sono ancora completamente in grado di far leggere velocemente e chiaramente un testo ad un disabile visivo.

Tale situazione, mette quindi anche uno straniero od un appartenente alle minoranze linguistiche riconosciute cieco, di non poter leggere un atto processuale pur tradotto nella sua lingua.

Inoltre, un’altra violazione del succitato art. 13 della suddetta Convenzione ONU, è l’assenza di interpreti LIS nelle aule di giustizia, che, di fatto, impedisce ad un sordomuto di assistere autonomamente ad un processo.

Tante altre criticità si vorrebbero e si potrebbero segnalare in queste righe, ma si tralasciano per non tediarLa oltremodo.

Fiducioso di ricevere un cortese riscontro alla presente, Le porgo i più distinti saluti.

Gianluca Fava membro del comitato pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Napoli, nonchè Consigliere ed addetto alla comunicazione U.I.C.I. sezione territoriale di Napoli e membro della Commissione Nazionale UICI Nuove attività lavorative”.

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