Il “pizzo” legale!

é ormai noto che in Italia esercitare la professione di avvocato è un grande paradosso: lotta quotidiana per ottenere onorari da Stato e privati, eccessive garanzie riconosciute agli imputati facilmente trasformabili in abusi a vantaggio degli stessi, Magistrati sempre più pronti a svilire e mortificare la professione di Avvocato; ma quest’altro schiaffo gli Avvocati italiani e soprattutto i giovani, proprio non lo meritavano! Il Ministero del Lavoro, con il comunicato del 18 dicembre 2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2009, ha elevato dal 2% al 4% l’aliquota per la determinazione del contributo integrativo annuo: si tratta di una delle novità introdotte dalla riforma previdenziale forense, entrata in vigore il 1° gennaio 2010. In virtù dell’articolo 6 del nuovo regolamento dei contributi, tutti gli avvocati iscritti agli Albi, nonché tutti i praticanti avvocati iscritti alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense, dovranno pertanto applicare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi rientranti nel volume d’affari dichiarato ai fini Iva: in fattura! E’ comunque dovuto un contributo integrativo minimo di importo pari ad € 550 per l’anno 2010 ed € 650 per l’anno 2011! Se non si può parlare di “pizzo” legale…

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