A ciascuno il suo ruolo.

Hai una persona cara ricoverata in ospedale?

Sei solita/o trascorrere la notte al suo capezzale?

Fai molta attenzione anche solo ad accompagnare il paziente ad espletare i propri bisogni fisiologici senza farti assistere dagli infermieri;
infatti, nel reato di omicidio colposo, la causa sopravvenuta idonea ad escludere il nesso causale rispetto all’evento, deve innescare un rischio nuovo o comunque radicalmente esorbitante rispetto a quello determinato dall’agente. Ne consegue che un rischio sopravvenuto di natura non esorbitante può avere, al più, un ruolo concausale, trattandosi di un’unica sequenza causale che ha comportato l’evento.
Questo è quanto ha stabilito la IV sezione penale della Corte di Cassazione, con Sentenza n° 11536 del 7 aprile 2020.

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